Il cane - Origine e domesticazione
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Il cane

Se vogliamo parlare di “ cane ” prima dovremmo capire da dove viene, chi è il nostro amico a 4 zampe con cui condividiamo la nostra vita, i nostri spazi e il nostro tempo.

Molto spesso per spiegare i comportamenti dei nostri cani vengono usati paragoni con il loro antenato unico: il lupo.

Premettendo che i cani non sono lupi è però vero che possiamo capire meglio i nostri compagni di vita comprendendo bene i loro progenitori. lupi

Quindi forse dovremmo partire da alcune credenze errate sui comportamenti agonistici ed aggressivi all’interno di un branco di lupi. Un branco di lupi non è altro che una famiglia di lupi, mentre i soggetti osservati in cattività in passato erano branchi “artificiali” dove sicuramente era più facile osservare dei comportamenti agonistici. Solitamente in una famiglia di lupi in natura osserviamo molti più comportamenti di tipo “parentale” e molta poca dominanza. Più che un “capobranco” esiste una coppia di genitori che cresce i suoi cuccioli da soli o assieme ai figli avuti in precedenza che non si sono distaccati dal branco per crearne uno proprio (Lupi in dispersione) ma aiutano a crescere i cuccioli sani e in salute e aiutano nella caccia. Il branco non è altro che una famiglia che collabora e che cerca di evitare i conflitti più che crearli, inoltre i cuccioli sono la priorità: mangiano per primi e hanno il permesso di comportarsi “da cuccioli”.

La domesticazione del lupo

Detto ciò vorrei spendere due parole sull’origine del cane e sul processo di domesticazione.

Il cane si è evoluto dal lupo molto probabilmente (genetica, paleontologia e archeologia ci danno risposte diverse) tra gli 8.000 e i 10.000 anni fa. Sicuramente i primi cani sono comparsi prima ma le evidenze delle varie discipline suggeriscono che prima non si potesse parlare di una e vera e propria popolazione. Questi ritrovamenti sono avvenuti in tutto il mondo, principalmente in Europa e Asia. L’ipotesi ad oggi più probabile è che i cani si siano selezionati dal lupo sui criteri della distanza di fuga, il che significa che i lupi devono aver avuto delle motivazioni per avvicinarsi e questa ragione la troviamo nella disponibilità di cibo vicino agli insediamenti. Infatti l’aumento delle popolazioni canine è avvenuto in concomitanza con la diffusione di popolazioni umane stanziali piuttosto che nomadi. Rispetto ai lupi i cani hanno una diversa nicchia ecologica che non è più la foresta ma la discarica, i rifiuti umani.

Le teorie antropocentrice sulla domesticazione del lupo

Teorie antropocentriche secondo le quali siano stati gli umani a prendere i cuccioli di lupo e addomesticarli scegliendo poi di selezionarli sulla base delle caratteristiche a loro utili non sono verosimili dato che per poter addomesticare un lupo (che prevede una modifica allenica a livello genetico) è necessario intervenire nelle prime due settimane, essendo la loro finestra di socializzazione molto più breve di quella del cane. A 15 giorni i cuccioli di lupo hanno ancora gli occhi chiusi e fino alle 3 settimane non escono dalle tane. Ammesso di andare a prendere i cuccioli ancora nelle tane fino a circa 3-4 settimane necessitano di latte ma circa 30.000 anni fa, quando è iniziata la selezione del cane, non c’erano ancora capre e mucche quindi l’unica possibilità sarebbe stato l’allattamento al seno umano, altresì poco plausibile perché a quell’età è necessario stare con i cuccioli 24h/24 e allattarli ogni 4 ore. Presto iniziano a mordicchiare. Per allevare un lupo al giorno d’oggi ci vuole un impegno davvero incredibile, immaginiamo come sarebbe stato 30.000 anni fa senza biberon, conoscenze e strumenti che abbiamo oggi. Inoltre non stiamo parlando di 1 individuo ma di una popolazione intera. E a che pro? Per far lavorare un lupo e fargli fare quello che vogliamo intenzionalmente la ricompensa dovrebbe essere molto forte (carne) e non è molto verosimile che i cavernicoli abbiano usato la loro preziosa carne per insegnare a lavorare al lupo. Infine, per poter selezionare gli individui da riprodurre avrebbero dovuto costruire recinti per tener separati i maschi dalle femmine per evitare che si accoppiassero a caso. Infine la domesticazione è una mutazione genetica che avviene in più generazioni, un cucciolo di lupo preso dalla tana e cresciuto da un umano è ammansito e tra i cuccioli ammansiti più facilmente si sarebbe dovuto fare appunto una selezione per arrivare alla domesticazione. Tutto questo è inverosimile e nonostante il nostro antropocentrismo dobbiamo accettare che i cani inizialmente non sono stati selezionati dall’uomo per uno scopo ma si sono selezionati naturalmente.

L’uomo e la selezione del cane

In seguito sì, l’uomo è intervenuto nella creazione delle diverse razze sia attuando una selezione prezigotica (selezionando i genitori da far riprodurre) che postzigotica (scegliendo i migliori cuccioli della cucciolata). E ad un certo punto l’uomo è intervenuto decisamente troppo e lo vediamo in molti ipertipi moderni, nei problemi di salute e anche di comportamento riscontrabili in molti individui di molte razze. Alcune razze sono state rovinate molto più di altre tanto che possiamo addirittura trovare all’interno della stessa razza una doppia linea: da “bellezza” e da “lavoro” perché per troppi decenni la selezione ha trascurato le attitudini per le quali quella razza era stata “creata” inizialmente.

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